COSA E’ SUCCESSO IN CIAD di Giacomo Franceschini

La situazione in Ciad è diventata nuovamente complicata. Ieri (14 giugno, ndr) i ribelli hanno avuto uno scontro con l’esercito ciadiano a Goz Beida. Sono entrati nella nostra base, hanno rubato la maggior parte dei nostri veicoli, delle nostre radio e telefoni. Fortunatamente, non hanno toccato gli espatriati (7) o il nostro personale locale. Sono entrati anche presso la GTZ, l’UNHCR e le altre organizzazioni. I nostri espatriati hanno trascorso la notte presso l’esercito irlandese, che li è venuti a cercare dopo gli scontri. I nostri medici hanno passato la notte all’ospedale, dove sono arrivati 27 feriti, di cui 4 civili. Stamattina (15 giugno, ndr) abbiamo ritrovato una parte dei nostri veicoli, ma la maggior parte di loro è stata crivellata e distrutta. I ribelli hanno lasciato Goz Beida durante la notte. Di nuovo, ma non ancora confermato, si dice che si dirigono verso Mongo, sulla strada per N’djaména. Fortunatamente non è successo niente a Koukou.

La situation au Tchad devient à nouveau compliquée. Hier les rebelles ont eu un affrontement avec l’armée tchadiènne à Goz Beida. Ils sont entrée dans notre base, volé la plupart de nos véhicules, nos radios et téléphones. Heureusement il n’ont pas touché aux expatriés (7) ou notre personnel locale. Ils sont rentrés aussi chez la GTZ, UNHCR et les autres organisations. Nos expats ont passé la nuit chez l’armée irlandaise, qui est venue les chercher après les affrontements. Nos médecins ont passé la nuit à l’hôpital, ou sont arrivé 27 blessés (dont 4 civils). Ce matin nous avons retrouvé une partie de nos véhicules, mais la plupart ont été criblés et détruits. Les rebelles ont quitté Goz Beida dans la nuit. Des nouvelles, pas encore confirmées, disent qu’ils seraient vers Mongo, en route pour N’djaména. Heureusement à Koukou rien s’est passé.

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One Reply to “COSA E’ SUCCESSO IN CIAD di Giacomo Franceschini”

  1. sono una ex bambina cresciuta i Tchad, e quando ho scoperto che era meraviglioso, e che quella era la mia dimensione, siamo dovuti scappare per la guerra e so che non ci metterò mai più piede, perché non mi fido nel sedermi sopra una pentola a pressione con il coperchio rotto. non so quando sarà un paese veramente in pace. epoi, se ritornassi, cosa troverei? Forse me stessa ma questo è spaventoso. Sono persa da così tanto tempo, che l’idea non è sopportabile né attuabile.

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