Stop ai bambini soldato, il Rapporto 2008

Il 20 maggio 2008 è stato presentato a New York il nuovo Rapporto Globale sui bambini soldato, a cura della Coalizione Internazionale “Stop all’Uso dei Bambini Soldato!”.

Nel comunicato stampa (clicca qui per scaricarlo) lanciato oggi dalla Coalizione italiana, di cui COOPI fa parte, si rende noto che nonostante alcuni progressi compiuti dalla comunità internazionale per porre fine all’utilizzo dei bambini soldato, decine di migliaia di minori sono ancora impiegati in conflitti e restano esclusi dai programmi di disarmo e riabilitazione. E le bambine soldato sono le più penalizzate e invisibili.

Queste alcune delle conclusioni del Rapporto Globale sui Bambini Soldato (clicca qui per download), diffuso in Italia dalla Coalizione di cui fanno parte 10 associazioni: Alisei, Amnesty International-Sezione italiana, Cocis, Coopi, Focsiv, Intersos, Save the Children Italia, Telefono Azzurro, Terre des Hommes Italia e UNICEF Italia.

COOPI – Cooperazione Internazionale interviene concretamente a fianco dei bambini usciti da forze e gruppi armati e di bambine vittime di violenza sessuale in contesti di guerra.

Dopo una lunga esperienza in Sierra Leone (guarda il video) in cui COOPI ha avuto un ruolo leader nell’accompagnamento e inserimento di bambini soldati “demobilitati”, dal 2003 la nostra Associazione è intervenuta nell’est della Repubblica Democratica del Congo e nei distretti del Nord Uganda (guarda il video del sostegno a distanza, alcune foto e la testimonianza di Joyce) utilizzando le metodologie di lavoro già sperimentate con successo nel contesto sierraleonese.

Dal 2004 COOPI sostiene le attività di un centro di accoglienza e riabilitazione per ex bambini soldato e ragazze madri che si trova nella città di Pader, nel Nord Uganda, una delle aree più martoriate dalla guerra civile. Nel centro si offrono cure mediche, un’alimentazione adeguata e accompagnamento psico-sociale il cui obiettivo è affrontare la violenza subita e favorire l’inserimento famigliare e comunitario. Il numero di ex bambini soldato assistiti sta comunque diminuendo in rapporto all’evoluzione degli avvenimenti bellici.

Le prime due fasi di intervento di COOPI in RDC (Rep. Dem. del Congo) si sono basate invece sulla gestione di centri di transito (CTO) in cui veniva promosso un percorso socio-educativo e di re-integrazione comunitario e familiare dei ragazzi, gestiti prima direttamente e poi con l’ausilio di organizzazioni locali.
In partnership con UNICEF, sono stati aperti due CTO che hanno accolto un elevato numero di beneficiari: a Bunia 2.004 bambine vittime di violenze sessuale e a Kpandroma 1.694 minori (maschi e femmine).
In tempi più recenti la strategia si è orientata verso approcci fortemente radicati nei villaggi, sostituendo in parte i CTO con degli spazi comunitari che permettono una maggiore accettazione dei bambini, spesso discriminati e rifiutati a causa della loro esperienza forzata nei gruppi armati. Per colmare questa distanza sono stati inclusi nei programmi anche altri bambini vulnerabili della comunità, non associati in passato ai gruppi ribelli. Quest’approccio si è rilevato particolarmente favorevole per le bambine, che spesso non rientrano nei processi di de-mobilizzazione e “sfuggono” dunque ai programmi di inserimento.

Sempre in RDC è in corso un progetto in partnership con UNICEF nel dipartimento di Ituri che, basandosi sulle esperienze precedenti, ha come obiettivo l’assistenza e la reintegrazione di ex bambini soldato e di bambine vittime di violenza sessuale. Il programma coinvolge 3.600 bambini e bambine per facilitarne il reinserimento nelle famiglie e nei villaggi di appartenenza, migliorare l’assistenza psicologica, assicurare il ritorno a scuola del 30% dei beneficiari (circa 685 bambini) che partecipano alle attività dei centri e rafforzare le capacità delle strutture comunitarie e pubbliche che accompagnano il loro processo di reintegrazione.

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4 Replies to “Stop ai bambini soldato, il Rapporto 2008”

  1. credo ke abbiate ragione. E’ ingiusto ke i bambini siano sfruttati a questa maniera. speriamo un giorno di riuscire a risolvere questa importante piaga mondiale