UNA “RICETTA” PER PREVENIRE I DISASTRI

Bambini. Malawi (Giacomo Franceschini/COOPI).
Bambini. Malawi (Giacomo Franceschini/COOPI).

Ovvero cosa bolle in pentola per arginare i danni provocati dalle alluvioni in Malawi, e perché l’arrivo della suocera a casa propria è come un nubifragio.

L’articolo che segue è tratto dalla newsletter di ECHO (Dipartimento di Aiuto Umanitario della Commisione Europea).
English version of this post below italian version.

Per un abitante del distretto di Salima non è inusuale vedere la propria casa invasa dall’acqua e le proprie colture trascinate dalle correnti nel letto del fiume, in seguito alle pesanti piogge che ciclicamente si abbattono sul Malawi.
Tutto sta a indicare che a Kasache, una delle zone più colpite del Distretto, ci sarà un altro anno di sacrifici e prove di sopravvivenza, che sono diventati “regola” in luogo di “eccezione”. Ma arriva un tempo in cui si decide che “se ne ha abbastanza” e, con un’adeguata assistenza, questo abitante approfitterà della possibilità di cambiare lo scenario che ha davanti a sé senza compromettere il rapporto con i “dimba”, i suoi proprietari terrieri. Nell’ottobre del 2008 questa assistenza è arrivata con l’organizzazione non governativa COOPI – Cooperazione Internazionale che, lavorando con l’Assemblea del Distretto di Salima, sta sostenendo i Comitati di Protezione Civile locali (Civil Protection Committees – CPC) colpiti dall’inondazione per la prevenzione dei disastri futuri.
Niente di ciò sarebbe stato possibile senza il supporto finanziario del Dipartimento del Governo del Malawi per la Gestione degli Affari di Emergenza, il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite e del Dipartimento della Commissione Europea di Aiuto Umanitario (DIPECHO), il donatore principale.

fioreCome spiega Alex Castellano, responsabile dei progetti COOPI in Malawi: “Durante la stagione delle piogge molte inondazioni colpiscono le comunità, che necessitano quindi di approvvigionamenti immediati, ma non possono essere raggiunte a causa delle strade – impraticabili – e dei fiumi – che impediscono l’accesso ai villaggi. Il nostro lavoro consiste nell’assistere i Comitati di Protezione Civile per far fronte a queste situazioni, pianificando in anticipo le strategie da mettere in atto contro l’alluvione. Un simpatico beneficiario descriveva meglio questo concetto di preparazione alle calamità con un’allegoria culinaria: “Se sai che qualcuno dei tuoi lontani parenti potrebbe capitare in visita a casa tua di domenica, ti assicuri che ci sia abbastanza “ndiwo” nella pentola (piatto a base di carne e vegetali) per nutrire tutti!”.
Come dire, quando la suocera arriva a pranzo è come un nubifragio, e bisogna prepararsi per tempo.
Il progetto che bolle in pentola presenta 4 ingredienti chiave per sostenere le Autorità Tradizionali malawesi di Msosa, Ndindi, Khombedza e Mwanza ad affrontare le inondazioni.

 

Bimbo girato, Malawi (Giacomo Franceschini/COOPI).

Primo, oltre 33 Comitati di Protezione Civile proporranno una serie di corsi per far fronte al disastro e assistere le Autorità nella formulazione dei piani di emergenza. Secondo, COOPI opera con l’Assemblea del Distretto di Salima per costituire i Sistemi di Informazione Geografica (GIS – Geographical Information Systems) che forniranno strumenti (mappe topografiche, osservatori itineranti, ecc..) per ottenere notizie vitali in caso di pronto intervento.
Terzo, le comunità identificheranno punti in cui scavare latrine e impianti per il convoglio delle acque – per ridurre potenziali diffusioni di epidemie – e costituiranno magazzini per provviste di prima necessità. Una positiva parentesi che ha generato non poco subbuglio nelle comunità è stata l’edificazione di silos in cemento, per stoccare grano e sementi. Negli ultimi mesi tutti i Comitati di Protezione Civile (CPC) hanno mobilitato amici e parenti per raccogliere materiali e forze adatti alla costruzione degli “nkhokwe” (i silos, per l’appunto). Queste strutture aiutano le comunità a immagazzinare fino a 2 tonnellate (400 sacchi di 50 kg) di semi di mais o grano, da distribuire, in caso di inondazione, alle famiglie che vedono distrutti i propri raccolti.
La speranza della comunità è che questo silo per il grano possa servire in caso di alluvione” afferma il presidente di un CPC locale. Tuttavia la chiave del successo sarà riuscire a dotare la popolazione di una cultura della prevenzione del rischio. Questo obiettivo rappresenta il quarto ingrediente nella nostra pentola-progetto, sotto forma di un programma di sensibilizzazione di grande portata per le comunità colpite dal disastro.

A fine dicembre 2009 potremo levare la pentola dal fuoco, chiudendo il progetto. A questo punto saranno i Comitati di Protezione Civile di Salima a dirci quale sarà il sapore… il sapore di essere in grado di assistere la popolazione nei loro villaggi.

english version.

For a villager, it was a not so unusual scene after heavy rains; washed away riverbed crops, waterlogged houses, all the indications that it would be yet another year filled with the over-rehearsed survival techniques that were slowly becoming a norm in Kasache, Salima. But there comes a time when “enough is enough” and if the right assistance is offered, this villager would jump at the opportunity to change the scenario before him without compromising accessibility to his “dimba” landholdings. In October 2008, this assistance has arrived, in which the Italian non-governmental organisation Cooperazione Internazionale (COOPI), working together with the Salima District Assembly, are providing flood affected Civil Protection Committees with “communal based self-help” disaster preparedness strategies. None of which would be possible without funding support the Malawi Government Department of Disaster Management Affairs, the United Nations Development Programme, and the primary donor, the European Commission Humanitarian Aid Department (DIPECHO).

COOPI Country Director Alex Castellano, states:”During the rainy season, many flood affected communities that are in need of basic relief supplies cannot be reached because of waterlogged roads and rivers that have cut off accessibility to villages in need. Our work is to assist Civil Protection Committees to respond to these situations through planning beforehand what strategies can be taken to be prepare for floods. A villager described this concept of disaster preparedness best as: ‘If you know the in-laws may or may not be coming to visit on a Sunday you still make sure there is enough “ndiwo” in the pot to feed everyone!’”.
This project’s cooking pot is filled with four key ingredients to support the Traditional Authorities of Msosa, Ndindi, Khombedza and Mwanza to become better prepared for floods. First, over thirty-three Civil Protection Committees will go through a series of disaster preparedness trainings that will assist them to formulate their own flood disaster preparedness plans. Secondly, COOPI is working with the Salima District Assembly to build upon their already existing District Flood Contingency Plan the tools of Geographical Information Systems (GIS) which will provide vital information at everyone’s finger tips when communities require urgent assistance. Third, community identified evacuation points will be further developed to contain basic facilities for flood evacuees such as pit latrines, to reduce the potential for disease outbreaks and storerooms that will contain relief supplies. One item that has caused quite a stir within communities is the development of cement grain/seed silos. Over the past few months, CPCs have been busy mobilising their friends to contribute locally available materials and labour to build a rather odd looking oversized “nkhokwe”. These structures will assist communities to store up to 2 metric tons (400 50kg bags) of maize seed or grain to be distributed to flood affected households. One CPC Chairman has said of this structure: “It is our hope that this community grain silo that we have built will succeed in allowing us to help ourselves in times of floods”. However, the key to this success is the entire community understanding basic flood preparedness messages which is the fourth and final ingredient to the pot in the form of an outreach programme to the flood affected communities. At the end of December 2009, the proof will be in the pudding … and it is the Civil Protection Committees in Salima that will tell us how it tastes to be able to assist their own flood affected households in their villages!

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