MARA RIMOLDI CON COOPI. PER UN ARTIGIANATO FASHION

Intervista a Mara Rimordi, realizzata da Lara Palmisano

Mara Rimoldi in MaroccoDal 17 febbraio al 3 marzo 2010 c’è stata la prima edizione del GOOD SHOP di COOPI, primo esempio in Italia di charity shop, che unisce fashion e solidarietà. In vendita capi firmati delle passate collezioni, donati da alcuni fra i maggiori stilisti italiani,  e artigianato marocchino, frutto del progetto di COOPI “sostegno alla strutturazione del settore artigianale nella provincia di Nador”. Mara Rimoldi, designer e stilista, è partita a Nador per COOPI e lì ha curato alcuni modelli e svolto corsi di formazione per gli artigiani tradizionali del Marocco. Prima del suo nuovo viaggio – domani sarà in volo per l’India! – le abbiamo fatto qualche domanda.

Ciao Mara, nella tua vita ci sono almeno due grandi passioni: la moda e la solidarietà. Ce ne puoi parlare?

Ho sempre avuto una grande passione per il settore non profit. Nonostante gli studi di economia e una mia spontanea predisposizione creativa, infatti, nel 1991 mi sono laureata con una delle prime tesi sulle ONG.
I miei primi 15 anni lavorativi li ho trascorsi nel settore profit tra i grandi magazzini e le scenografie di sfilate. Contemporaneamente ho iniziato a girare il mondo per realizzare progetti di artigianato. Si tratta sempre di progetti che puntano in primis alla riscoperta delle tradizioni artigianali più autentiche, travolte e in via di estinzione a causa di un irrispettoso sviluppo economico. Sono stata in India, in Cina, in Indocina, in Giappone, in medioriente, nel Maghreb, in Sudafrica, in Brasile e in Guatemala. Nel 2006 ho vissuto per un periodo più lungo in Marocco e ho iniziato una collaborazione stabile con un’associazione umanitaria nella regione di Casablanca, per sviluppare una serie di prodotti realizzati dalle donne (riunite in cooperativa), che unissero elementi della tradizione marocchina più pura a contenuti di design.

Qual è il senso di un intervento come il tuo in Marocco e più in generale della collaborazione fra designer e artigiani?

Il Marocco, come tanti altri paesi ha delle tradizioni artigianali straordinarie (il riciclo, i ricami, l’uso di passamanerie, le nappe e i nodi in tessuto fatti a mano, le lavorazioni a macramè…), i prodotti però a volte sono banalizzati, mentre basta pochissimo per trasformarli e aggiungere quel contenuto in più che li rende unici e speciali.
Questo è il punto di forza straordinario di una collaborazione tra designer e artigiani.

Com’è nata la collaborazione con COOPI?

L’incontro con COOPI è  avvenuto nella primavera del 2008, e ho iniziato un progetto  nella regione del Rif, con le donne prevalentemente berbere e di montagna, in una regione in cui c’è ancora molto da fare per la parità uomo donna e per l’emancipazione femminile. Un mondo a parte rispetto al resto del Marocco!

Poi per il progetto di Nador dalla stuoia utilizzata come sella per l’asino (che si vede in foto) è nata l’idea di fare un progetto di artigianato che unisse elementi tradizionali e di design. Da qui sono nati  anche i tappeti fatti con materiali riciclati e l’idea di sviluppare per COOPI un progetto che puntasse su articoli artigianali di design fatti con materiali di recupero (molto di moda in quest’ultimo periodo).

A volte è stato necessario ripensare i prodotti, utilizzando le tecniche tradizionali, adattandole a forme di design e utilizzando materie prime pure (purtroppo i mercati sono invasi dai prodotti sintetici). Altre volte invece lo spunto veniva da un prodotto dimenticato o di uso quotidiano da riscoprire.

Grazie Mara per la tua arte e per la tua collaborazione. A presto e buon viaggio.

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