COOPI-RAPID AD HAITI, di Alice Frigato

AGGIORNAMENTI 12 maggio 10

COOPI – RAPID LA insieme per la popolazione haitiana.

Come confermato sia dal personale locale sia dal nostro ormai storico Oscar – operatore dell’ONG peruviana RAPID partner di COOPI, che è qui ininterrotamente dal 14 gennaio – la situazione nel Paese si è molto normalizzata. A parte i segni evidenti del terremoto in certe zone di Port-au-Prince la vita è ripresa nel suo quotidiano. Gli edifici costruiti con materiali costosi e resistenti, presenti nei quartieri più benestanti, non sono stati minimamente intaccati, a ulteriore conferma che si sia trattato di una tragedia della povertà. I voli da e per Haiti sono ripresi quasi a ritmo regolare, mercati, banche e uffici sono più o meno funzionali al 100%, persino i ristoranti e i locali hanno riaperto i battenti.

Gli interventi di COOPI – RAPID continuano a focalizzarsi nel settore del camp management (gestione campi sfollati) per garantire acqua pulita, costruzione di shelter (rifugi temporanei) e distribuzione di kit d’igiene. La nostra zona di intervento si è definita con più chiarezza e oggi contiamo di poter operare su una dozzina di campi facenti parte della Municipalità di Tabarre, in coordinamento con il governo locale e con UNICEF, leader del cluster Wash, il gruppo di intervento di cui COOPI è parte.

Per quanto riguarda gli shelter (rifugi temporanei) COOPI continua ad operare a stretto contatto con i beneficiari haitiani, essendo il nostro intervento focalizzato non su una semplice distribuzione di materiali ma su un accompagnamento costante alla costruzione. Questo con il duplice obiettivo di verificare che gli shelter siano costruiti secondo standard adeguati (per poter meglio resistere alle intemperie) e instaurare una relazione più stretta con la comunità, favorendone un coinvolgimento più attivo.

Con i progetti in campo idrico abbiamo qualche difficoltà in più, dovuta al fatto che ogni intervento deve essere approvato dalla Municipalità haitiana per evitare l’inquinamento e la contaminazione della falda freatica. Ciò rallenta un po’ i tempi di realizzazione ma allo stesso tempo denota una partecipazione attiva e inaspettata – ma ovviamente ben accetta – degli attori locali. Gli interventi riguarderanno la costruzione di latrine, spazi comuni per il bucato e docce. Saranno installate anche cisterne (in alcuni casi di capacità superiore ai 2000 litri) per fornire fonti multi-uso, ovvero per cucinare, lavarsi ed erogare acqua potabile, adeguatamente “clorata”. Se copriremo tutti i campi previsti dovremmo essere in grado di raggiungere un totale di beneficiari compreso tra i 15 e 20.000.

La problematica dell’acqua è sicuramente la più sentita e delicata: al momento viene erogata tramite un sistema di water trucking (camion-cisterna) che però risulta essere insostenibile sia per i costi proibitivi, sia per le difficoltà logistiche.

A livello di sicurezza la situazione rimane stabile, con qualche fisiologico episodio di microcriminalità. La MINUSTAH (Missione di stabilizzazione delle Nazioni Unite ad Haiti) segue gli eventi, inviando ogni giorno tramite il cluster (gruppo di lavoro) logistico il bollettino sicurezza con gli episodi salienti, le zone da evitare negli spostamenti, etc.

Oggi (11 Maggio) pare sia prevista una marcia pacifica per chiedere il ritorno di Aristide, ex-Presidente di Haiti, un gesto che non dovrebbe sorprendere visto il calo di popolarità che l’attuale Presidente Preval sta sperimentando in questi giorni.

Per il momento è tutto, si sta lentamente uscendo dalla fase di prima urgenza per entrare timidamente in una nuova fase che permetta di pensare a strategie più sostenibili nel medio termine. Il contesto è stato classificato da tutti come una “complex emergency”, in cui anche le Nazioni Unite ammettono difficoltà d’intervento, aggravate dalle avverse condizioni climatiche del Paese – la stagione delle piogge sta cominciando a pieno ritmo.

Al prossimo aggiornamento.

Alice Frigato
Coordinatrice progetti COOPI ad Haiti

COOPI – Cooperazione Internazionale aderisce ad AGIRE (www.agire.it), il coordinamento di alcune tra le più importanti Ong italiane, che ha lanciato un appello congiunto di raccolta fondi per garantire i necessari soccorsi alle popolazioni colpite.

PER SOSTENERE L’INTERVENTO DI COOPI AD HAITI:

c/c postale 990200 – intestato a: COOPI – Cooperazione internazionale – ONG ONLUS.

c/c bancario Banca Popolare Etica – filiale di Milano – IBAN IT 06 R 05018 01600 000000102369 intestato a: COOPI – Cooperazione internazionale – ONG ONLUS.

Carta di credito – telefonando al numero 02/3085057.

Causale: Emergenza Haiti.

Online – clicca qui, scegli la causale “Emergenza Haiti”.

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One Reply to “COOPI-RAPID AD HAITI, di Alice Frigato”

  1. complimenti a queste persone che dedicano il loro tempo e s’impegnano in situazioni cosi drammatiche e pesanti. Continuate cosi. Siete il riscatto morale del paese che e’ nelle condizioni che anche voi ben c onoscete. G.carla meneghin

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