AGGIORNAMENTI DA HAITI, di Alice Frigato

Port-au-prince, Haiti - Formazione alle pratiche igieniche (COOPI).
Dopo qualche mese torniamo a darvi qualche aggiornamento sulla situazione ad Haiti. A livello paese ancora non si parla di ricostruzione, qualcosa si muove in provincia, ma la sensazione comune è che le grandi decisioni vengano rimandate al dopo elezioni – previste per il 28 novembre prossimo: per il momento, e contro le previsioni iniziali, i campi permangono, il numero di persone sfollate rimane stabile (1.200.000 circa) e lo sforzo della macchina umanitaria resta enorme per poter garantire che le minime condizioni di sopravvivenza vengano assicurate. Il che significa fondamentalmente: disponibilità di uno spazio abitabile (siamo ancora agli emergency shelter – rifugi d’emergenza, purtroppo il problema della proprietà costituisce un grosso ostacolo all’implementazione di soluzioni più durature); accesso all’acqua (potabile e non) e accesso alle latrine (lo standard è stato ora abbassato a una ogni 100 persone). La Commissione ad interim per la Ricostruzione ad Haiti (ICRH – Interim Commission for the Reconstruction of Haiti), di cui fanno parte il primo ministro Bellerive e l’ex presidente degli USA Bill Clinton, ha cominciato le sue attività da qualche mese ed è impegnata nella difficilissima opera di selezione e valutazione dei progetti. Le attese sono tante – e anche le critiche a dire il vero – e per il momento a fine agosto 29 progetti, alcuni dei quali gia finanziati dalla UE, sono stati sottoposto al vaglio della ICRH: 11 sono già interamente finanziati (per un totale di 635 milioni di USD), e sono stati semplicemente raccomandati per l’approvazione, mentre 18 parzialmente o non finanziati sono stati presentati per essere approvati (per un totale di 1.025 milioni di USD). Nell’attesa di vedere quali saranno gli orientamenti futuri COOPI continua la sua opera di assistenza in 7 campi sfollati di Port-au-Prince. L’arrivo dei due espatriati Erik e Antonio con compiti di camp management ha dato una grossa spinta al progetto permettendoci di portare quasi a termine le attività proposte, in linea con gli standard dettati da UNICEF: le condizioni nei campi sono sensibilmente migliorate, tutti dispongono di un numero sufficiente di docce, latrine, lavandini oltre che di una fornitura giornaliera di acqua multi uso e potabile – ogni giorno vengono erogati 64.000 litri della prima e 11.400 litri della seconda. COOPI ha effettuato delle formazioni all’igiene in collaborazione con UNICEF che hanno riscosso un grande successo. Altre formazioni relative alla raccolta dei rifiuti verranno condotte nelle prossime settimane, in concomitanza con le ultime grosse distribuzioni previste di kit igienici e di contenitori per la gestione dei rifiuti. L’attività è incessante ma è bello vedere come la gente cominci finalmente ad identificarci, e come il lavoro svolto abbia contribuito, nei limiti del possibile, ad alleviare le condizioni di vita di persone che hanno spesso perso tutto. Blouses And Shirts Purtroppo non siamo in grado di far fronte alle molte richieste che ci arrivano dal terreno: una volta una visita medica, un’altra un aiuto per materiale scolastico, altre volte la possibilità di essere selezionati per un programma di cash for work (attività generatrici di reddito) o la segnalazione di una famiglia particolarmente vulnerabile. In virtù della conoscenza acquisita nei campi sfollati l’IOM – International Organization for Migration ci ha chiesto di poter occuparci del camp management in altri campi più grandi. Cercheremo di dare una risposta più adeguata ai bisogni crescenti del terreno sia attraverso azioni dirette – se fattibile all’interno del progetto, sia con puntuali segnalazioni ai cluster (gruppi d’intervento) di competenza. Si tratta di attività extra, certo, ma che si rendono necessarie se vogliamo che il nostro intervento sia veramente completo. parajumpers france In stretto accordo con la municipalità di Tabarre, COOPI sta avviando la seconda fase del suo progetto per la preparazione ai disastri e per la ristrutturazione di un edificio comunitario: entrambi gli interventi partiranno entro il mese di settembre. Segnaliamo infine l’avvio del progetto di Sostegno a distanza con l’identificazione di 100 bimbi dell’Institution Saint-Paul, situata in una delle zone più vulnerabili di Port-au-Prince: per loro, grazie alla generosità dei donatori italiani, si preannuncia un anno sicuramente migliore di quello trascorso. Non mancheremo di farvi avere notizie più dettagliate nelle prossime settimane.

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3 Replies to “AGGIORNAMENTI DA HAITI, di Alice Frigato”

  1. ci sono 1.500.000 persone che vivono nelle condizioni più sfavorevoli della terra…sfruttati, schiavizzati. L’UNICEF è insufficiente, come gli ospedali…medici senza frontiere appena riesce a gestire il suo lavoro.
    Organizzazioni private di aiuti si sta mangiando tutti gli aiuti erogati in denaro, tra salari, alloggi e macchinoni. Il paese è al collasso…siamo ridotti a scenari da “Fattoria degli animali” di Orwell. Aiutateli, aiuto!

  2. MUOIONO DI FAME, RUBANO I BAMBINI, VIVONO IN TENDOPOLI,,,ci saranno gli uragani tra poco, come faranno?
    LE MULTINAZIONALI SI VOGLIONO MANGIARE LETTERALMENTE IL PAESE…che era autosufficiente prima del terremoto, èun vero SFACELO!

  3. Come Alice racconta nella sua testimonianza le difficoltà ci sono, e non poche.. ma io personalmente continuo a credere nel lavoro di COOPI, e in quello che stiamo facendo ad Haiti. nico

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