Haiti: emergenza colera – 15 novembre

Di Alice Frigato. Gli ultimi giorni sono stati veramente frenetici, abbiamo dovuto fronteggiare le due emergenze – colera e uragano Tomas, di cui la prima tuttora in corso – nei 7 campi sfollati in cui COOPI interviene, insieme al trasloco di due dei nostri espatriati dalla casa alla casa ufficio, e non c’è stato materialmente il tempo di scrivervi.


Questa la situazione attuale:

E’ terminata la conta dei danni dell’uragano Tomas. A Port-Au-Prince i danni sono stati limitati, ma non è andata così nel resto del paese, dove 460 campi sfollati sono stati colpiti negativamente dagli effetti della tempesta: inondazioni, latrine danneggiate, acqua stagnante, tende distrutte.

Fortunatamente le agenzie umanitarie e gli stock di aiuti predisposti hanno permesso di dare una risposta soddisfacente che ha arginato la situazione. La parte piu colpita di Haiti è stata quella Ovest, mentre il ciclone ha fortunatamente risparmiato l’area metropolitana di Port-Au-Prince.

Purtroppo le piene dei fiumi hanno portato a un aumento sensibile dei casi di colera, pari a 9.971, e a 643 morti accertate (dati dell’8 novembre, cifre di OCHA – Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli Affari Umanitari – e Ministero della Salute haitiano). Negli ultimi rapporti non viene più fornita la distribuzione geografica dei casi il che, in assenza di altre ragioni, potrebbe voler dire che l’epidemia si sta effettivamente propagando in tutto il paese, nonostante gli sforzi della comunità internazionale. Nella capitale si continua a parlare di ‘casi sospetti’ (diarrea acuta e vomito) in netto aumento – nel suo rapporto settimanale IOM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) parla di 160, OCHA di 115, di cui almeno 10 ‘estremi’ – anche se noi abbiamo avuto conferme ufficiose che si tratti di colera nei vari cluster (gruppi d’intervento) in cui operiamo. I casi vengono riferiti al CTC (Centri di Trattamento del Colera) che dovrebbe svolgere le analisi e diffondere i risultati, ma quest’ultimo passaggio a quanto pare è quello che manca.

Le operazioni di ‘prise en charge’ (presa in carico) dei casi confermati – di cui la maggior parte in Artibonite – continuano, così come le azioni di sensibilizzazione svolte dalle organizzazioni non governative nei campi sfollati e dalla Protezione Civile haitiana nei quartieri a rischio. Tuttavia, almeno al Nord, le risorse umane sembrano insufficienti per far fronte all’epidemia e, per la prima volta dal giorno in cui è stata ufficialmente conclamata (il 22 ottobre scorso), nei rapporti si fa esplicito riferimento a un bisogno immediato di personale medico.

Si segnalano già deficit per quanto riguarda l’approvvigionamento di acquatabs (per la purificazione dell’acqua), RSO (sali di reidratazione orale), phol tester (per testare la qualita dell`acqua) e materiale di laboratorio.

COOPI continua la sorveglianza epidemiologica del colera con il sistema predisposto insieme alla ong partner SOIL, che prevede la formazione di due persone del Comitato di gestione dei campi affinchè siano in grado di riconoscere un caso di diarrea acuta e riferirlo al centro di salute più vicino che, come da protocollo nazionale, si occuperà di esaminare la gravità del caso ed eventualmente riferirlo a uno dei 12 CTC in funzione a Port-au-Prince.

Purtroppo si sono verificate 12 morti negli ultimi 3 giorni nel CTC (Centro Trattamento Colera) di Tabarre, di cui 4 autoctoni, ovvero di persone che non avevano mai viaggiato fuori regione; e ciò non è assolutamente un buon segnale.

Nuovi casi si registrano in alcune ‘bidonville’ della capitale; domani faremo una visita a Cité Soleil, dove si sono verificate parecchie decine di casi sospetti, per vedere se e come potremo rispondere con azioni di urgenza.

Anche se la campagna elettorale sembra passata in secondo piano, l`avvicinarsi del voto per scegliere il nuovo Presidente – previsto per il 28 novembre – non aggiunge serenità al contesto haitiano, così come la questione per la rilocalizzazione del milione di persone che vive nei campi sfollati.

Per il momento è tutto, vi riaggiorneremo la prossima settimana.

Alice Frigato

capo-missione di COOPI ad Haiti

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Causale: “Emergenza Haiti”.

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