HAITI: INTERVISTA A OSCAR HURTADO

[Credo che ad Haiti stia svolgendo il lavoro più bello della mia vita. E’ come se restituissi quello che in parte ho appreso durante la mia infanzia e adolescenza, ciò che con tanto amore e pazienza mi ha insegnato mio padre, che ora guarda dal cielo].

Oscar Hurtado, coordinatore degli interventi di COOPI-RAPID LA nei campi sfollati ad Haiti

Osca Hurtado, operatore di COOPI-RAPID LA ad Haiti, tieni in braccio alcuni bambini.
1) Ciao Oscar, puoi dirci di cosa ti occupi ad Haiti? Lavoro con le comunità nei campi sfollati e formo le persone nella costruzione di moduli abitativi – rifugi – temporanei. Mi occupo inoltre dell’installazione delle taniche d’acqua, in coordinamento con i Comitati di gestione dei campi, per far si che ciascuna comunità riceva la razione di cui ha bisogno. In queste attività sono supportato da due intepreti locali che parlano spagnolo (la lingua madre di Oscar), grazie ai quali piano piano sto imparando il creolo, per comunicare direttamente con la popolazione.
COOPI-RAPID LA e AGIRE con Haiti.
Sono qui da quattro mesi e per questo devo ringraziare Giuseppe Damiano, direttore esecutivo di RAPID LA (la ong peruviana con cui COOPI interviene ad Haiti), per avermi dato l’opportunità di essere qui. Non so ancora per quanto tempo starò, ma sono pronto a svolgere tutto ciò che sarà necessario per sostenere ulteriormente la popolazione haitiana. 2) Quando è stata la prima volta che hai conosciuto COOPI? Il rapporto con COOPI è iniziato a Lima, in Perù, il 12 gennaio 2010, in seguito al terremoto ad Haiti. Ero da poco rientrato dal Cile e ho subito organizzato il centro operativo di RAPID LA per coordinarmi con la prima squadra di soccorso che avrebbe raggiunto Haiti da lì a poche ore. Una volta sul posto cominciai a lavorare con Marco Ferloni e Bruno Clerici di COOPI, e Cesar Pacheco (RAPID LA), per raccogliere le informazioni necessarie all’avvio del progetto che ora stiamo realizzando. 3) Puoi raccontarci il momento più brutto e quello più bello che hai vissuto ad Haiti? La prima impressione è stata molto dura, così come vedere persone che chiedevano cibo e acqua, pronte a uccidersi per avere un pezzo di pane. Il quadro era desolante e triste, dappertutto vi erano – e in parte vi sono ancora – solo resti di ciò che prima veniva chiamato “casa”. Dopo la rimozione delle macerie ricordo ancora l’odore putrefatto che si diffondeva nelle strade di Port-au-Prince, insopportabile. parajumpers Homme Pas Cher Nonostante tutto abbiamo proseguito la nostra missione, lo scopo era aiutare le persone rimaste in vita. I primi giorni portavamo i feriti all’Ospedale del Sacro Cuore di Port-au-Prince dove tantissime persone, tra cui bambini e anziani, erano state amputate. Era sorprendete vedere come i pazienti non avessero perso il desiderio di regalarci il loro miglior sorriso, nonostante le gravi condizioni di molti di loro.
Cesar Pacheco e Oscar Hurtado presso l'ospedale del Sacro Cuore di Port-au-Prince, Haiti.
Oscar tiene in braccio il bimbo nato da poche ore.
Per quanto riguarda il momento più bello vissuto potrei citarvi un frammento, fra i tanti: il sorriso di un bambino che, mentre gli passo a fianco, mi chiama “Blanc, Blanc” (“Bianco, Bianco”, riferito al colore della pelle di Oscar), senza sapere chi sono e per quale motivo sono lì. Una fiducia mutuata dal fatto che mi abbia visto lavorare con i suoi genitori per la costruzione di un modulo abitativo, dove finalmente potersi riparare, e in seguito dal dono di ricevere acqua pulita, grazie alle taniche che abbiamo installato nei campi. O ancora oggi 2 giugno 2010, di ritorno dal campo Chresof, ho potuto tenere in braccio un bambino nato da appena 8 ore, in uno dei rifugi che abbiamo costruito. Chresof è stato il primo campo in cui ho lavorato e il rapporto con le persone di qui è molto forte: una relazione di piena amicizia e sincerità, per il loro modo di essere sono una popolazione semplicemente meravigliosa. 4) In quanti e quali campi sfollati COOPI interviene ad Haiti e quanti sono i rifugi costruiti finora? COOPI – RAPID LA interviene a Port-au-Prince nei campi sfollati di Chresof, Caradeux, Canaan, Clercine, Parc Clebert, Parc Kaype e Papeau. A Chresof abbiamo montato 112 moduli abitativi temporanei (3.5 x 2.5 metri) e 4 serbatoi d’acqua (700 galloni ciascuno) che funzionano costantemente, e che abbiamo già affidato al Comitato di Gestione del campo. Il lavoro qui è concluso. A Caradeux, suddiviso in Caradeux Camp e Caradeux Univerisité, abbiamo rispettivamente installato 84 e 96 moduli abitativi temporanei, oltre a 6 serbatoi da 530 galloni ciascuno e uno da 1500 che deve ancora entrare in funzionamento. Abbiamo inoltre costruito 12 latrine che hanno sostituito i precedenti wc chimici. A Canaan abbiamo installato due serbatoi (700 galloni cad.), a Clercine uno. In questo momento stiamo lavorando a Parc Clebert, Parc Kaype e Papeau per la costruzione di latrine, e per completare quelle già installate a Caraduex Camp. 5) Quali sono i benefici ricevuti dalla popolazione assistita da COOPI-RAPID LA e quali le difficoltà con cui ancora si scontra quotidianamente?
Serbatoio da 700 galloni.
I nostri beneficiari dispongono ora di acqua, moduli abitativi e tende, medicine e assistenza sanitaria, con un’attenzione particolare ai bambini. Forse occorrerebbe maggior coordinamento fra le ONG che si apprestano a intervenire in uno stesso campo sfollati, per evitare di intralciare il lavoro già iniziato da altre organizzazioni. Vi è poi qualche difficoltà legata al reperimento dei materiali, e sicuramente anche la stagione delle piogge – iniziata a maggio – ha rallentato i programmi di sicurezza ambientale, le campagne d’igiene e di pianificazione familiare. Ci piacerebbe includere nell’intervento un progetto di riciclaggio nei campi, sarebbe molto utile per insegnare alle persone un metodo per prendersi cura dell’ambiente, sostenibile nel tempo, a cui finora nessun attore umanitario ad Haiti ha pensato. 6) C’è una storia che ti ha colpito di più che appartiene a una o più persone aiutate da COOPI-RAPID LA? Ricordo che nel campo Chresof abbiamo inziato a lavorare senza la partecipazione delle persone. Gli abbiamo detto che avevamo bisogno del loro aiuto, allora hanno preso parte alle attività, ma non volevano sporcarsi le mani: così ci hanno chiesto dei guanti. E quando è arrivata la stagione delle piogge non avevano intenzione di bagnarsi, e si infilavano come potevano sotto la prima tenda che era stata montata. Forse è per questo che qui, in tutti i campi, abbondano barbieri e postazioni manicure, soprattutto per i giovani, che mostrano di tenere al proprio aspetto fisico a dispetto di ciò che il terremoto può aver loro causato. Al di là del narcisismo vedo in questo molta dignità umana, e voglia di tornare in fretta alla vita normale. 7) COOPI-RAPID LA stanno già facendo qualcosa in tema di preparazione ai disastri? Ogni giorno nei campi parliamo con le persone dicendo loro che dovrebbero dotarsi di misure di risposta immediata alle emeregenze, lasciando per esempio spazi liberi e vie di fuga per poter evacuare velocemente in luoghi sicuri. Raccomandiamo di non cucinare vicino alla plastica e di rispettare le condizioni di sicurezza basilari. Per ora non si tratta di inteventi strutturati, semplicimente facciamo notare alla persone ciò che potrebbe accadere in caso di incidenti, se non si presta attenzione. Fortunatamente il tempo che passo nei campi mi permetter di essere ascoltato facilmente dalle persone, anche in virtù del rapporto di amicizia instaurato con loro, oltre quello lavorativo. Grazie Oscar, abbiamo conluso. moncler outlet uk store C’è qualcos’altro che vuoi aggiungere? Si, vorrei ringraziare Piero Brunod per avermi dato la possibilità di raccontarvi ciò che facciamo ad Haiti. Sono contento di poter lavorare con colleghi entusiasti a cui piace il proprio lavoro, come Alice Frigato – Coordinatore dei progetti COOPI nel Paese, sempre piena di buone idee – Carlotta Malli – senza il suo appoggio logistico e amministrativo non avremmo potuto continuare – Pablo Castro – Coordinatore per la costruzione dei rifugi, che fa valere la sua esperianze in Perù durante il terremoto del 15 agosto 2007 – e il personale locale come Daniel Medy, Frencine Renard, Nadia, Jean Pierre, Isidor Philemon (Goliath) e Beguel Gedeus.

ENTREVISTA en español

Bueno, en Haiti considero que estoy haciendo el mejor trabajo de mi vida, de alguna forma busco que devolver lo aprendido en parte de mi niñez y mi adolecencia, que con tanto amor y paciencia me enseño mi padre y ahora El lo ve desde el cielo. Volviendo a tu pregunta, mi trabajo consiste en trabajar con la comunidad y formarlos en la construccion de Modulos de Vivienda Temporal en los campos de desplazados, asimismo preparo la instalacion de los tanques de agua, del cual ahora ellos de forma coordinada con su comite reciben la racion que les corresponde, para ello cuento con dos personas que hablan español y que no solo me sirven de interpretes si no que tambien aprendo de ellos el Creole que me permite acercarme mas a la poblacion, llevo aqui 4 meses y le doy las Gracias a Guiseppe Damiano Director Ejecutivo de RAPID LA, que me brindo la oportunidad de estar aqui, hasta cuando no lo se, pero de plano tengo la intencion de seguir apoyando mientras sea necesario. La relacion con COOPI empezo en Lima Peru, a raiz del terremoto en Haiti, yo tenia horas de haber vuelto de Chile y de inmediato me puse a la orden del centro de operaciones para hacer las coordinaciones con el primer equipo USAR que llego a Haiti y fue ahi donde inicio el vinculo con COOPI, luego ya en Haiti, con Marco Ferloni y Bruno Clericci de COOPI y Cesar Pacheco de RAPID LA iniciamos las labores de levantamiento de informacion que sirve como base para iniciar el proyecto en que ahora estamos. De hecho la primera impresion fue muy dura, ver a la gente que pedia comida y agua, y ver como entre ellos podia pelear hasta matarse por un mendrugo de pan, el cuadro era desolador y triste, ver como aun quedaban y quedan vestigio de lo que en algun momento fuera una vivienda propiamente llamada, luego en la remocion de escombros el olor putrefacto en las calles era insoportable, pero aun asi seguiamos con la mision encomendada, la finalidad era ayudar a la poblacion que tanto lo necesita,recuerdo que tuvimos que apoyar en el Hospital Sacre Cour y era ver gente amputada, todos los dias desde niños hasta gente mayor y ninguno dejaba de sonreir, es ahi donde uno piensa que a veces tienes problemas y olvidas que los demas tienen un problema mayor pero que eso no les quita el deseo incontenible por regalarte su mejor sonrisa. buy mu legend items en cuanto al mejor momento, pues nada me hace mas feliz que ver la sonrisa de un niño que al pasar me llamaba BLAN,BLAN, sin saber porque yo estaba aqui y que luego veian que trabaja con sus padres hermanos o vecinos talvez para que puedan tener un techo que habitar y protegerse del frio inclemente de las noches, despues cuando estaban terminados los modulos, finalmente cuando por primera vez pudieron recibir el tan ansiado liquido elemento, que como comprenderas en la situacion que se encontraba Haiti , todo habia colapsado, siempre la sonrisa de un niño es la motivacion perfecta para seguir adelante aun a pesar de las condiciones con las que se trabajan. Y ahora poco (02-06-10) vi a un niño de horas de nacido en el campo de Chresof al cual volvi de visita, fue mi primer campo de trabajo y la relacion con ellos se hizo muy fuerte, una relacion amical de plena sinceridad en su trato y su forma de ser, son una poblacion sencillamente maravillosa. COOPI-RAPIDLA, tiene presencia en CHRESOF,CARADEUX,CANAAN,CLERCINE,PARC CLEBERT,PARC KAYPE,PAPEAU, de los cuales CHRESOF cuenta con 112 Modulos Temporales de 3.5mt x 2.5mt y 4 Tanques de agua de 700gls, que se abastecen de forma continua y que al momento ya ha sido entregado al comite, vale decir que el trabajo concluyo ahi. Tenemos CARADEUX, el cual esta dividido en dos campos Caradeux Camp y Caradeux Universite, y que venimos trabajando en ellos al momento, a la fecha tenemos 84 Modulos Temporales en Caradeux Universite y 96 Modulos en Caradeux Camp, cuentan con 6 tanques de 530gls y uno por instalar de 1500gls, se hicieron 12 letrinas que luego la poblacion dejo de lado por las letrinas quimicas que instalaron los Sres de MercyCorps. en Canaan, se instalaron dos tanques de 700gls. en Clercine, se instalo 1 tanque de 700gls. Park Clebert, Park Kaype y Papeau, en este preciso momento se vienen trabajando en la construccion de letrinas y se esta retomando el trabajo pendiente en el tema de letrinas con Caradeux Camp. Se puede decir que los beneficios al momento son el agua, modulos de vivienda, carpas, asistencia medica, medicinas, las continuas donaciones, programas de reinsertacion con los niños, etc. falta si de hecho mas coordinacion entre las ONGs a fin de evitar la invasion por ayuda sin una previa conversacion con la ONG primigenia que ya viene rabajando en el campo, tambien el material que es escaso y que no todas las quincalleries tienen aqui, es la etapa de lluvia muy fuerte por cierto eso dificulta los avances en los campos,programas de seguridad ambiental, una masiva campaña de higuiene y planificacion familiar, etc. Y si hay forma de incluir en el proyecto el reciclaje en los campos, seria muy util a fin de enseñarles a las parsonas que con ello cuidamos el medio ambiente y que asu vez puede ser un medio de vida sustentable en el tiempo, seria algo interesante y novedoso por lo menos aqui ya que no he visto a otra organizacion haciendo esto. Anecdotas creo que muchas, una entre tantas, recuerdo que en el campo de Chresof la gente nos miraba cuando trabajabamos sin ellos participar y el dia no se detiene,entonces los invitabamos a participar a pesar que se habia dicho que ellos tenian que apoyar, pero resulta que no querian ensuciarse las manos y pedian guantes y cuando la lluvia comenzo, no querian mojarse entonces se metian como podian a la primera carpa terminada,una cosa curiosa aqui es que abundan los Barber Shop y la Manicure aun en los campos para la gente joven, los principales clientes los varones,cuidan mucho su aspecto fisico, ni el terremoto puede con eso. Bueno lo que hacemos en los campos que estamos trabajando dia a dia es hablar con gente que deben adoptar medidas de reaccion inmediata, que deben dejar los espacios libres para poder evacuar a un lugar seguro, recomendamos no cocinar cerca al plastico y asi algunas cosas basicas, pero no es un tema que este definido aun, se tiene pensado pero al momento no se trabaja en ello, lo hago de forma generica dando a conocer que es lo que puede suceder si no se adoptan esta medidas, el tiempo aqui que llevo me permite ser escuchado con atencion y mi relacion con la gente del campo es mas amical que de trabajo, me gusta saber que se sienten parte de estas mejoras, por llamarlas de alguna forma.

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