L’8 marzo delle donne sfollate

donna sostenuta da COOPI. Cartagena, Colombia (ph. Mjo Gonzalez).

di Mjo Gonzalez.

Colombia – “N” ha 39 anni, ma sembra una ragazzina. Un compagno pescatore, 5 figli (18,16,14, 6 e 4 anni) e una madre. Fino a pochi mesi fa viveva in una “finquita” situata nella “vereda” (zona amministrativa) del Dipartimento di Cordoba.
Una casetta di legno dignitosa, un piccolo appezzamento di terra, qualche gallina, poche piante di banane, yucca, ñame e la solidarietá dei vicini in caso di bisogno, le permettevano di avere una “tranquilla” vita da casalinga, come tante altre.

Tutto cambia il giorno in cui si presentano nella sua casa degli uomini che si identificano come membri di una banda armata che agisce nella zona, che consigliano vivamente alla famiglia di “liberare il territorio”.
“N” e la sua famiglia non si muovono. In fondo loro non c’entrano niente, non danno fastidio a nessuno, e poi … dove andare, e per fare cosa?

Pochi giorni dopo 4 uomini tornano a farle visita, lei è sola e le viene ordinato di cucinare per loro. Dopo il pranzo “N” è rimproverata duramente per non aver in precedenza ubbidito all’ordine di ‘sloggiare’. E dalle parole passano agli atti …

Quello stesso giorno “N” e la sua famiglia fuggono a Cartagena, dove vive una lontana cugina.
Oggi “N” è una delle beneficiarie del progetto di “Assistenza umanitaria e protezione per donne sfollate vittime di violenze” di COOPI Colombia.

 

Storie come quella di “N” sono tante e hanno tutte un punto in comune: il trauma causato dallo sfollamento, sia in termini emotivi che economici. Queste donne hanno dovuto abbandonare quasi tutto, tranne la memoria.
Dopo essere fuggite in altre città – nonostante qui si sentano più “sicure” – tutte si confrontano con la stigmatizzazione del “desplazado” (sfollato). La precarietà estrema delle condizioni economiche, la difficoltà di inserimento nel nuovo tessuto sociale e nell’accedere ai servizi pubblici, per primo la salute, si ripercuotono fortemente sulla vita delle donne sfollate, e non solo. Tutte le loro famiglie portano il pesante bagaglio del dolore, dell’impotenza, della disgregazione affettiva, dell’assenza e del silenzio su quello “che non può essere narrato”
.

Maria Jose Gonzalez
Capo-progetto COOPI Colombia

COOPI protegge queste donne e le aiuta a guardare nuovamente con fiducia al proprio futuro.

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Causale: “Progetti per le donne”.

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