LA PRIMAVERA AFRICANA di Chiara Zaru

I militari ugandesi disperdono i manifestanti dell’opposizione. (TONY KARUMBA/AFP/Getty Images)

Uganda. Ancora morti a kampala. L’esercito spara sulla folla che protesta contro la triplicazione dei prezzi del cibo. Ma ad occupare le prime pagine dei giornali ugandesi e’ la lotta per il potere dei due principali leader politici.

Federico Capurro è project manager per COOPI in Uganda, nel distretto di Pader. Da 8 mesi lavora per la protezione e la riabilitazione psico-sociale delle donne vittime di violenze e abusi sessuali. Lo abbiamo interpellato per capire cosa sta succedendo nel paese in queste settimane. I prezzi di cibo e benzina sono triplicati dall’inizio della guerra in Libia e a migliaia sono scesi in piazza per protestare.

“A Kampala ci sono almeno due manifestazioni contro il governo alla settimana – spiega Capurro – e la più violenta è stata quella di due settimane fa in cui sono morte due persone.” Nella capitale chi guida le “camminate contro l’aumento dei prezzi” è Besigye, il leader del principale partito di opposizione (FDC), che sarebbe dovuto uscire dalla scena politica dopo l’ultima sconfitta di febbraio a favore del Presidente Museveni. Facendosi promotore di queste proteste, Besigye spera di riconquistare terreno sul piano politico ma ciò che in realtà sta accadendo è la messa in secondo piano dei reali problemi della popolazione. “Dimostrazione di questo sono i giornali locali, – continua Capurro – che ormai incentrano i loro articoli sullo scontro tra i due personaggi politici, e non parlano quasi più dei problemi della popolazione”.

In Uganda, i prezzi di cibo e benzina sono quasi triplicati. È l’inflazione più grave di tutta l’East Africa, probabilmente a causa della vicinanza geografica con la Libia. “L’Uganda – spiega Capurro – ha stretto nel passato diversi accordi commerciali con Gheddafi, in particolare per quel che riguarda la fornitura di benzina, facendone il paese dell’area con maggiori relazioni con la Libia”.

A Kampala in questi giorni la tensione è alle stelle. Ieri Besigye è tornato dopo 10 giorni trascorsi in Kenya e USA dove ha subito un’operazione agli occhi. Come previsto, ci sono stati scontri e l’esercito ha sparato uccidendo due persone e ferendone 20. Ancora una volta, l’uso della forza da parte delle forze governative ha fatto in modo che le pacifiche proteste contro l’inflazione e l’immobilismo del governo degenerassero in una quasi guerra civile tra i supporters delle due fazioni. Primavera africana o ennesima guerra civile alla porte?

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*