LE INONDAZIONI INASPRISCONO IL RISCHIO MALARIA

dallo staff COOPI in Guatemala.

Fronteras e Sumach, 8 settembre 2011. Forti piogge innalzano i livelli del Rio Dulce che esonda e danneggia l’area urbana del villaggio di Fronteras e la comunità di Sumach. Nei due villaggi vengono danneggiate più di 40 abitazioni e dieci famiglie sono costrette ad evacuare.

Sumach e Caimanes, 11 settembre 2011. Le incessanti pioggie  portano altre 39 famiglie ad abbandonare le loro case nel villaggio di Sumach. Oltre all’attivazione delle reti locali di aiuto, intervengono i pompieri, la polizia e l’esercito. A Caimanes, vengono distrutte le strade d’accesso principali ed evacuano dieci famiglie. Non ci sono feriti ma sono ingenti le perdite di beni.

Sayaxché e La Libertad, 20 ottobre 2011. La depressione tropicale 12E porta alla rottura degli argini dei fiumi Usumacinta, Pasiòn e Salinas. Nel comune di La Libertad vengono colpite più di 7.000 persone, 1.500 delle quali vengono trasferite in accampamenti in zone sicure. A Sayaxché sono 4.600 le persone danneggiate e 1.300 quelle evacuate.  Oltre a ciò, si riscontrano grosse perdite di coltivazioni e bestiame e si aggravano le condizioni igienico-sanitarie  della popolazione locale.

Sono queste le più recenti emergenze che si sono verificate nei distretti di Livingston e Peten in Guatemala, disastri che in questi territori accadono ciclicamente e che provocano ingenti danni, non solo a livello abitativo. Ed è proprio in questo settore che COOPI , grazie ai finanziamenti di ECHO ( il dipartimento di aiuto umanitario della Commissione Europea ), lavora dal 2009 per prevenire i disastri naturali e per ridurre la vulnerabilità delle comunità, prestando particolare attenzione alle condizioni di salute della popolazione locale.

Difatti, oltre ai danni alle case, le inondazioni rovinano i raccolti, molti capi di bestiame si ammalano e perdono la vita, esacerbando così il regime di sussistenza familiare che spesso si basa sulla vendita di prodotti agricoli e d’allevamento. Lo stagnare delle acque porta alla proliferazione di zanzare che inaspriscono il rischio di infezioni malariche e di dengue; le fonti di acqua potabile risultano compromesse e vengono a costituire un ulteriore rischio per la salute. Molte persone, rimaste senza casa e senza lavoro, emigrano stagionalmente per lavorare.

Gli operatori COOPI, per implementare un’efficace capacità di risposta ai rischi, lavorano quindi su più fronti: da una parte si interviene in situazioni d’emergenza per garantire la sicurezza alimentare ed adeguate condizioni igienico-sanitarie, dall’altra si formano e sensibilizzano le comunità e istituzioni locali nel prevenire i rischi.

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