“Viaggio” in Niger

Caldo torrido, lunghi viaggi in 4×4 per le strade sterrate e risalita del fiume Niger in piroga.

Giacomo Franceschini, responsabile dell’ufficio emergenza di COOPI, è appena rientrato dalla missione esplorativa in Niger, giorni intensi in cui ha incontrato autorità locali e rappresentanti istituzionali.

Dalle foto scattate e dai suoi racconti si percepisce quanto sia difficile descrivere una situazione di apparente normalità… “Il Niger, come tutto il Sahel, è una zona caratterizzata da un alto tasso di desertificazione ma quest’anno la situazione è ulteriormente peggiorata, le precipitazioni sono state inferiori alla media, già adesso i granai sono quasi vuoti ed il prossimo raccolto sarà in autunno…”

Ambulanza locale

Diversi sono stati i luoghi visitati da Giacomo e Massimo, esperto in sicurezza alimentare e già in azione con COOPI in Ciad. Sono partiti da Niamey, la capitale del Paese ed hanno risalito il fiume Niger attraversando buona parte della regione di Tillabery. È in questa regione che si è deciso di intervenire, una zona in cui sono poche le ONG presenti e nessuna è italiana.

I granai quasi vuoti e i prezzi dei generi alimentari altissimi non fanno presagire nulla di buono, purtroppo la carestia è alle porte,“come se ciò non bastasse – aggiunge Giacomo – manca l’acqua potabile, di conseguenza tutti bevono l’acqua del fiume (ovviamente non depurata) con un conseguente aumento delle malattie a ciò legate… Alcuni villaggi sono in zone difficili da raggiungere, le strutture sanitarie sono carenti e insufficienti rispetto al numero degli abitanti. Al rientro in Italia abbiamo deciso di intervenire subito per contrastare l’emergenza già in atto. Opereremo nel campo della nutrizione, origine di molte malattie soprattutto infantili.”

Ma in questo immenso deserto, la vita ci ricorda che fino alla fine bisogna combattere e sperare e mentre Giacomo (sotto, nella foto) è in visita ad uno dei villaggi della zona nasce una bambina che… non a caso è stata chiamata Jacqueline!

Jacqueline

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