Business e diritti umani. Si può?

A Rio de Janeiro, dove venerdì scorso si è concluso il vertice delle Nazioni Unite sulla sostenibilità ambientale, mentre i politici discutevano sulla definizione di green economy e fissavano scadenze pluriennali per il raggiungimento di standard ambientali condivisi, le imprese italiane viaggiavano ad un ritmo decisamente più veloce e a passare per quelli che parlano e non concludono mai niente non ci sono proprio state.

Sotto l’egida del Global Compact Network Italia, organismo nato in seno all’ONU per promuovere un approccio al business basato su diritti umani, rispetto dell’ambiente e lotta alla corruzione, alcune aziende si sono recate a Rio per una tre giorni di lavori, discussioni e scambio di buone pratiche sulla sostenibilità ambientale.

“La responsabilità ambientale sta diventando sempre più un elemento strategico nel modo di fare business” lo conferma il presidente del Global Compact Network Italia Marco Frey, interpellato in teleconferenza da Rio “in questi giorni abbiamo fatto spesso riferimento alla corporate sustainability, intesa come strategia di sviluppo aziendale”. Non più quindi una Corporate Social Responsability che l’azienda sceglie se adottare o no ma un nuovo approccio al business che fa della sostenibilità ambientale una bandiera non solo per fare profitto ma per contribuire al benessere delle comunità alle quali si rivolge.

“Per una volta abbiamo fatto fare bella figura all’Italia” prosegue Frey che parla con evidente orgoglio delle eccellenze italiane che sono state presentate durante i lavori preparatori, peraltro molto partecipati, a Rio+20.

“Al Forum del Global Compact eravamo in 3200 partecipanti tra aziende, ong e società civile. – continua Frey – la logica è stata quella di coinvolgere più stakeholder possibili”.

Le presentazioni delle buone pratiche italiane nell’ambito del Forum Global Compact hanno tra l’altro fruttato al network italiano ben tre premi: il Premio come Network più comunicativo, il Premio come Network più collaborativo e il Premio per gli sforzi compiuti nel promuovere azioni collettive all’interno della regione europea.

Durante questa occasione, inoltre, è stato presentato “The European UN Global Compact. Companies toward Rio+20 and Beyond. A best practice collection” un volume curato proprio dal Global Compact Italia. Quattro tra le best practice italiane citate nel volume erano a Rio a condividere le proprie esperienze.
C’era Sofidel, la prima azienda italiana ad aver aderito al programma internazionale del WWF Climate Savers, basato sulla definizione volontaria di consistenti piani di riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Presente era anche Italcementi che ha dedicato gli ultimi anni allo sviluppo di materiali a basso impatto ambientale e alla qualità delle condizioni di lavoro dei dipendenti e degli stakeholder. Anche Tim Brazil si è distinta con il suo progetto di installazione della wi-fi nella più grande favela di Rocinha, a Rio de Janeiro, composta da 150mila abitanti. Ed infine Edison, la prima impresa italiana a impegnarsi concretamente per il raggiungimento degli obiettivi di Kyoto, ha illustrato il suo percorso verso la sostenibilità ambientale iniziato nel 2004 con la creazione di un team specializzato nello sviluppo di progetti di riduzione delle emissioni.
Tra le non presenti a Rio ma che si è distinta negli ultimi anni per la sua CSR innovativa è Terna che nel 2000 ha sviluppato insieme a COOPI, unica ong a far parte del Global Compact Italia, un progetto di elettrificazione di Kami, un villaggio sulle Ande Boliviane.

Tra gli eventi cui il Global Compact Italia ha partecipato a Rio, merita una menzione speciale PRME – Principles for Responsible Managment Education, un’iniziativa volta a promuovere i principi di responsabilità sociale e sostenibilità ambientali nei curricula scolastici e negli MBA, cui hanno partecipato 300 università.

E se per alcuni Rio+20 è stato considerato un fallimento, per Marco Frey “questa conferenza è stata semplicemente la prosecuzione di un cammino verso la sostenibilità iniziato anni fa e l’occasione per dimostrare che le aziende italiane sono in prima linea in questa partita”.

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